martedì 31 gennaio 2006

E DOPO LA PARMIGIANA...


SCATTA SUBITO IL GEMELLAGGIO

PROSSIMA RIAPERTURA ZOODIACO


LA PARMIGIANA DEFINITIVA DI MELANZANE

Sabato 11 Febbraio presso la facoltà di Cucina Unta, sezione staccata di Andonno.
Saremo ospiti del Re dell'Aperitivo.
Si prevede antipasto di carne secca a base di canguro e coccodrillo.
Comunicare partecipazione al padrone di casa.

P.S. non ci sono più cazzi: Chi c'è c'è, chi non c'è è un culo
(a parte "The Queen che se non c'è è una cula)

SAUDASGI...

Saudasgi, tristesa, un po' quello che volete.
Ormai solo lui ed io, ad incularci come matti.
E voi? State a guardare o partecipate?

giovedì 26 gennaio 2006

DATO CHE...


...non sappiamo dove cazzo vada veramente Pippo quando esce....meglio tutelarsi!

martedì 24 gennaio 2006

INGOIO...

ingoio (masc. noun) ‡ deglutition of sperm during a blow job note This word, that doesn't exist as polite, comes from the verb "ingoiare", i.e. "to swallow", and is very derogatory. E.g. "Marta, dai, ho voglia di un bel pompino con l'ingoio" = "Marta, come on, I want a good blow job with 'ingoio' ".

http://www.notam02.no/~hcholm/altlang/ht/Italian.html

venerdì 20 gennaio 2006

SONO COSE BELLE...


LEI: perchè non mi baci mai?
LUI: soffro...


LEI: perchè non mi dici mai che mi ami?
LUI: soffro...

LEI: ma perchè soffri tanto?


LUI: se mi lasci finire! SOFFROCIO!!!

martedì 17 gennaio 2006

Nascita di un mito

Una notte di trentun'anni fa una giovane coppia di sposini aspettava, stringendosi le mani, la nascita del prorpio primogenito.
La notte era illuminata da una splendida luna e perfino il gelo di gennaio aveva allentato la sua morsa, per evitare che il nascituro si facesse l'idea che il mondo fosse un posto troppo ostile; alcuni usignoli, sbattendosene della stagione, del freddo e della notte, cinguettavano felici per far sì che il nuovo venuto avesse un'entrata in scena come si conviene.
E così, tra qualche parola dolce, le infermiere tutte gnocche, i medici gentili e competenti, gli usignoli e la luna, la signora sentì che il momento era giunto, perchè l'infante cominciava, con garbo naturalmente, a spingere. Quasi danzando medici e paramediche si affollarono premurose attorno al letto, mentre il marito si discotava leggermente, senza lasciare la mano dell'amata, sorridendo sotto i baffi (ammesso che già li avesse.). Gli usignoli tacevano, impossibilitati a cantare e trattenere il respiro nello stesso momento.
Dopo un momento di perfetto silenzio, circondato da una tenue luce, il bambino cominciò ad uscire da solo, senza un gemito, quasi scivolando fuori, accucciato nella posizione del loto, emanando un piacevole odore di menta (qualcuno dei presenti afferma però fosse un'altra erba, più esotica...).
Già le infermiere sgranavano tanto d'occhi alla bellezza del piccolo, la madre pregustava un futuro di splendida obbedienza,il babbo intravvedeva piglio da centravanti, i medici ammiravano lo stile del parto e i pennuti prorompevano il fiato fin lì trattenuto in una splendida versione dell'inno alla gioia, quand'ecco che il nostro giovane eroe intravide sul fondo della stanza quellla che sembrava una chitarra.
La vista dello strumento, chissà come capitato in una stanza d'ostetricia, ebbe su lui un effetto a dir poco travolgente: la bocca, prima serrata in un serafico sorriso, si contorceva ora in smorfie terribili, emettendo gemiti al limite degli ultrasuoni e terminanti tutti in "ah!", che frantumarono istantaneamente qualsiasi vetro nel raggio di cinque isolati; le mani cominciarono a contrarsi ritmicamente, piegando alternativamente anulare e medio o lasciando quest'ultimo dritto e chine le altre dita, ottendo segni curiosamente simili a quelli dell'uomo ragno quando lancia la ragnatela o di chi indica, ma con il dito sbagliato. Non potendo più trattenersi, egli si lanciò con tutte le forze (e da uno che nasce così potete immaginare fossero parecchie) avvicinadosi a grandi passi (veramente strisciava, ma la frase fatta suona meglio).
Purtroppo, non essendo ancora reciso il cordone ombelicale, si trascinò dietro la mamma, che andò violentemente a sbattere contro il fondo del letto, fratturandosi le gambe in trentasette punti e catapultando la testiera, che spiaccicò al muro tre seguaci d'Ippocrate; il padre, per non lasciare la mano della donna, si ritrovò con il braccio destro più lungo di un venti centrimetri. L'ago della flebo schizzò via dal braccio della degente e si infilò dritto dritto nel quadro ellettrico, scaricando 80cc di amminoacidi nella rete dell'ospedale, che reagì immediatamente con un black out totale ed un principio di cortocircuito.
Intanto il pupo proseguiva imperterrito la sua corsa ma, impaziente, pensò bene di aggrapparsi ad una bombola di ossigeno e di aprirla per sfruttarne la propulsione (geniale per uno nato da trenta secondi). Peccato che ciò avvenne essatamente davanti al quadro elettrico di cui sopra, ed esattamente nel momento in cui esso decideva che un bel corto non si può fare senza scintille...L'esplosione fu tremenda: l'ultimo piano dell'ospedale fu visto decollare, e pare che una sonda americana abbia avvistato proprio in questi giorni una colonia di tubercolotici su marte, mentre quasi tutto il resto dell'edificio sublimò istantaneamente, trasformandosi in una nube tossica composta dalle ceneri di svariati virus e batteri, amianto e pigiami in ryon, viaggiante alla velocità di circa 2.000.000 di parsec (velocità che le permise di abbandonare la Terra e risparmiarne così le forme di vita, sterminando però sul colpo una promettente società di cacciatori/raccoglitori sul terzo pianeta del sistema di Alpha Centauri).
L'infante intanto, raggiunta la chitarra ormai ridotta ad un mocherino fumante, si stava paciosamente addormentando, stringendola amorevolmente, nel cratere di quello che neanche un minuto prima era l'ospedale Santa Croce, non senza guardare di sottecchi una ben tornita infermiera che, la veste a brandelli, cercave disperatamente di fermare le fiamme che stavano per avvolgerli...Tutt'attorno si levava un intenso odore di usignoli alla brace.
I segnali erano inequivocabili: era nato IL CRETINO, unico e inimitabile, l'amato da tutti noi, il prescelto, colui che (con un mio modesto aiuto) riuscirebbe a dar fuoco ad artide ed antartide accendendosi una sigaretta (pare che il WWF gli passi un lauto mensile, da quando ha smesso di fumare).

Auguri, Aaaaaalooooviiiiiiiè, c'è un po' di te in ognuno di no... azz, la "i" non funzona..forse, provando con questa famma ossdrca...ehi, perchè sta esplodendo tutt...


P.s.: qualche anno dopo i due coniugi cercarono di avere un'altro bambino, ma sappiamo tutti com'è andata...

giovedì 12 gennaio 2006

IL NOSTRO BEL COCKTELLONE...


Dovremmo riscoprire le antiche buone maniere, la galanteria, unita ad un pizzico di manualita e capacità di preparare un cock(ah!)tail ad una donna! Sarà dolce chiederle...vuoi provare la mia caipirinha?? saranno soddisfazioni amici regnanti...

L'utensile del nostro futuro...



E no?

mercoledì 11 gennaio 2006

tale per cui

Colto in flagrante da un'epifania, ecco la felice pensata di condividerla con i miei compari.
Punto numero uno: apro una parentesi e ci ficco gli auguri per il genetliaco del Re dei (sempre più) Vecchi.
Punto numero due: chiudo la parentesi e chi l'ha vista l'ha vista.
Punto numero tre (e qui arriva la chicca): non può forse essere che la figlia del dottore si è ammalata perchè una delle tre scimmiette che l'hanno brutalizzata le ha passato qualcosa, tipo blenorragia o peste o che so io?
E poi, ben lungi dal volerla giudicare - perchè ciascun figlio di questa terra è libero di manifestare i propri sentimenti nella maniera che ritiene più opportuna - mi domando dove si siano messi in quattro su un comò a folleggiare. Balisticamente impossibile, credo direbbe il buon Re dell'Unto (che per me è anche Sovrano degli Stati Unti di Margarinia, amen).
Va da sè che Ambarabà, Ciccì e Coccò dovrebbero essere i curiosi nomi dei tre primati.
Per finire mi domando: l'informazione secondo cui la poveretta è figlia di un dottore ci è di qualche utilità? E' forse lì per rassicurarci, quasi a voler dire "tranquilli, la patologia venne poi prontamente curata"?
In ogni caso abbiamo fatto un passo avanti per sbrogliare questa matassa, credo.

AUGURI AL VECCHIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


magari per i problemi di diabete dati dalla vecchiaia non puoi leccarla... ma tant'è! Un coro si leva da tutto il Porcodiaco: "ABBASTANZA DI QUESTI ANNI!!!!!!"

lunedì 9 gennaio 2006


Buon anno a tutti con l'augurio che cominciate subito ad impazzire...

giovedì 5 gennaio 2006