Cari amici, eccomi qui a buttare altra benzina sul fuoco...
Ovviamente, tema delle mie meditazioni è l'affare Moggi.
Andiamo a incominciare: ovviamente, da juventino, spero che la signora venga retrocessa e/o subisca le giuste pene per quanto ha fatto. Ovviamente non credo che il resto della dirigenza non sapesse nulla, e qualche dubbio ce l'ho anche su allenatore e giocatori.
Altrettanto ovviamente non credo nemmeno che le altre dirigenze (grandi squadre in testa) igorassero o temessero la vendetta di Moggi.
Credo invece che tutta questa storia sia tristemente italiana, e italianamente finirà con la condanna di un "mostro" per salvare un sistema e altri culi altettanto sporchi.
Credo che la vera colpa di Moggi sia quella di essere stato il più bravo ad applicare lo "stile" di questo sistema, e di essere entrato in delirio di onnipotenza.
La mentalità di Moggi e dei vertici del calcio non è diversa da quella di Ricucci e della creme dell'economia, di Berlusconi e della classe politica o del novanta percento dei rettori delle università e degli editori italiani (sport, finanza, politica e cultura, mi sembrano criteri importanti nella valutazione di un paese, e lasciamo stare la sanità).
Credo in fondo che non sia diversa da quella dell'italiano medio, onde per cui mi sono posto questo questito:
Mio padre deve essere ricoverato in ospedale.
Conosco il primario e mi deve qualcosa.
Non gli telefono e non gli chiedo "un'occhio di rigurado"?
Quello sguardo in più sul mio babbo, non verrebbe tolto ad un altro malato, che dovrebbe, a norma di legge, godere del medesimo trattamento?
Alzo la cornetta.
Ovvio non è la stessa cosa, ma
moralmente, è lo stesso processo.
Quindi, in conclusione, mi fa schifo il calcio, mi fa schifo l'italia e mi faccio schifo anch'io. E sapere che gli altri campionati, le altre nazioni e le altre persone sono uguali non mi consola di un micron, nè rende un micron meno grave la faccenda. Anzi.
Penso di essere finalmente diventato un adulto consapevole (non preoccupatevi, è un'iperbole).