Ier sera, all'approssimarsi del tramonto l'ora, dieci baldi giovini, e più anziani in verità, trovavansi al campo diletto pronti, per pallonara tenzone e chiara gloria, a sfidar di Giove il Pluvio l'ire (oh, che rabbia, il sol stamane!).
Ove però non riuscì il divino, potè l'umano, allorchè la chiave del paradiso dello stinco negata a lor fu da togata voce che proferì tali parole: "il sintetico si rovina, se begnato lo si cammina".
Or gli eroi, seppur feriti, non se ne irono smarriti. Invero pronti e alla ventura andaron a cercar altra forutna: nel feudo oscuro dei ferrovieri portaron lesti i loro cimieri.
Una volta ancora, da fato avverso offesi, per storiacce di tessere e reti, la palla abbandonar fu peso.
Sei rimasero, ahi me!
Invitti, seppur lesi in spirito e membra, alla tracimante tristezza imposero la gioia della libagione: alla Bedda dirigonsi e son totani e focacce e tortazze e beveraggi tali e tanti, quali anche i più vecchi a stento rimembran.
Non paghi, prima che l'ora mezza della notte ancora scocchi, saputi di amica (anche se frocetta) presenza in quel del J.J. , lì corrono a scoprir il petto ai lazzi di chi al calcio si era negletto.
Ma - orrore!- gli antichi sodali già se ne vanno, e sordi si fingon agli unti richiami che nella notte li scorser lontani.
Non ancor paghi di aver sconigliato, alle undici e mezza nel letto si vanno: culacchie vecchissime.
Questo ameno lazzo per introdurre che domani (sabato 16 settembre) siamo invitati, con mogli, fidanze, amichetti e animali, in quel di Andonno da Phata il bello, per piantar nella cozza il coltello: non c'è ancor ora, o programma, che all'ospite occorre far certa la nostra presenza e numerosi offrirsi per organizzar la padella!! Io, è ovvio, ci sono, accorr'uomo!!!