Ieri notte leggevo un libro (Garbageland di Juan Abreu, oscar mondadori, fuori commercio, guardacaso) in cui si descrive una battuta di caccia, organizzata da un'agenzia turistica per i bravi Consumatori, la cui preda è un membro di una "tribù" esclusa dalla catena di commercio (gli abitanti dell'isola di Garbageland, appunto, una discarica su quella che presumibilmente era l'isola di Cuba) e per tanto classificata Specie Inferiore Sacrificabile.
Ora, niente di nuovo, in un altro momento avrei sbarellato sulla metafora, invero un poco abusata, dell'odierna civiltà (?) consumistica senza scrupoli e sulla buona riuscita, tra echi di Huxley e Dick, del tentativo letterario.
Ieri sera, però, forse già instradato dalla mezz'ora di merda catodica che ero riuscito ad ingollare, lo sbarello m'è partito sull'antropologico/apocalittico, materialisticamente.
Ho cominciato a pensare a tutta una serie di brutture, dagli spettacoli del colosseo di Roma all'Isola dei famosi, e puntuale è arrivato il pensiero che l'essere umano può sopportare, e godere, di qualsiasi mostruosità, purchè socialmente ammessa, o almeno tollerata, figuriamoci quando è approvata.
Niente di nuovo nemmeno qui, ma la cosa che mi ha spaventato è che stavolta non ho pensato esattamente "l'essere umano", ma "praticamente tutti gli esseri umani", perchè il mio viaggio mentale si è chiuso al Samara, sugli occhi da lupo e il sorriso agghiacciante del prorpietario di quel posto, e sui nostri applausi.
Mi sono chiesto cosa cambierebbe davvero se la consuetudine sociale per un addio al celibato prevedesse una caccia all'uomo, piuttosto che alla figa a pagamento.
Ho paura di darmi una risposta.
Mi scuso sinceramente ma, come Zidane, non mi pento di questo post. Vi chiedo però di non commentare, e fare finta veramente (bel concetto, eh?) che si sia autodistrutto prima che qualcuno potesse leggerlo. E' giusto un inutile sfogo adolesenesciente. E' che certo nero soffoca, se non lo butti da qualche parte.
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